Giuseppe Peroni (Perroni, Perrone, Perone) fu uno dei principali corrispondenti romani di M. e divenne il procuratore degli interessi del poeta a Roma dopo la morte di Marianna Bulgarelli Benti e il secondo matrimonio di Domenico Bulgarelli. Nonostante le scherzose lamentele di M., che lo rimproverava per i lunghi silenzi, dall’epistolario si deduce che Peroni inviava frequenti notizie sugli spettacoli romani degli anni Trenta e sulla fortuna dei drammi metastasiani rappresentati nei teatri cittadini. La sua conoscenza della scena teatrale e dei suoi protagonisti, in particolare dell’impresario Giuseppe Polvini Faliconti, rende certa l’identificazione del corrispondente di Metastasio con il violoncellista Giuseppe Maria Peroni, anch’egli legato, come Polvini Faliconti, alla cerchia del cardinale Ottoboni, e abile esecutore musicale nei salotti delle famiglie Pamphilij e Ruspoli. Dai documenti d’archivio citati da Orietta Sartori, risulta inoltre che Peroni fu attivo dal 1700 al 1718 e fu iscritto alla Congregazione dei Musici. Fu nella sua casa che Polvini Faliconti firmò il contratto d’affitto del teatro della Pace intorno al 1719-7120 e fu probabilmente grazie alla sua intercessione che Metastasio fece recapitare all’impresario i libretti dell’Olimpiade e del Demofoonte per le messe in scena del 1735 al Tordinona. Peroni, che, diversamente da quanto spesso si sostiene, non va identificato con l’omonimo pittore di origine parmense, fu inoltre il cognato del pittore romano Pier Leone Ghezzi, stretto amico anche di Polvini Faliconti, che il pittore ritrasse in almeno quattro caricature tra il 1721 e il 1730. Nel 1736 Ghezzi sposò infatti Maria Caterina Peroni, sorella di Giuseppe, Nicola e Cecilia. La prova che si tratti della Caterina spesso omaggiata nelle lettere a Peroni è data dall’epistola al fratello Leopoldo Trapassi del 13 agosto 1750, in cui M. cita il «Signor Niccolò Peroni», fratello di Giuseppe, e chiede a Leopoldo di incontrare «la Signora Caterina ed il Signor Cavalier Ghezzi» per rientrare in possesso delle lettere inviate al suo corrispondente. Accanto alle vicende teatrali, Peroni tenne informato M. anche e soprattutto sulle questioni familiari, in particolare riguardo alle controversie sull’eredità di Marianna Bulgarelli e sulla lite tra Leopoldo Trapassi e Domenico Bulgarelli originata dal matrimonio in seconde nozze di quest’ultimo. Dal 1743 ospitò il fratello di M. nella sua casa, dove probabilmente già vivevano le sorelle e il padre Felice Trapassi, riservando per sé e per il fratello Nicola il secondo piano dell’abitazione, mentre i congiunti del poeta cesareo occupavano il terzo. I parenti di M. crearono non pochi problemi nella gestione delle finanze domestiche, tanto che i debiti accumulati nel tempo da Felice Trapassi, ormai anziano e malato, nel 1747 causarono una dura lite con il padrone di casa. M. dovette intervenire per dirimere la controversia e convincere il padre a «rimettersi alla cura» del fidato amico (Brunelli, III, p. 300), verso cui il poeta dimostrò sempre affetto e riconoscenza. Peroni morì presumibilmente «sullo scorcio del 1750» (Brunelli, III, p. 1192): il terminus ante quem si colloca infatti tra il luglio e l’agosto di quell’anno, quando M. chiede a Leopoldo di spedirgli il plico delle lettere scritte al suo corrispondente.

Bibliografia

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