Al Signor Giuseppe Bettinelli

 

Subito ch’ebbi l’altra volta risposto alla gentilissima di Vostra Signoria molto illustre, scrissi anche in Roma all’abate Leopoldo Metastasio mio fratello, acciò unisse sollecitamente i miei componimenti stampati, per farli poi capitare a lei.#1 E gli trasmisi di più un foglio, in cui prescrivevo un ordine dei detti componimenti, da consegnarsi alla persona che Vostra Signoria avesse destinata in Roma a riceverlo insieme con gli originali.#2 Onde non manca se non che Vostra Signoria si prenda l’incomodo di scrivere al detto mio fratello, avvertendolo della persona, a cui possa francamente consegnare il detto foglio, ed i libri, e sarà puntualmente servita. Ma non è questa la difficoltà maggiore. Sappia per sua regola che gli eredi Baglioni et un signor Carlo Buon-Arrigo si sono proposti la medesima ristampa. E senza opera mia hanno procurato, ed avuto da Roma quanto vi si è pubblicato finora di mio.#3 Onde io, che non ho opera alcuna inedita che sia terminata, non posso oppormi al disegno col timore d’una edizione più piena.#4 Si serva della notizia che onoratamente le comunico, per non impegnarsi in una spesa che non avesse ad esserle vantaggiosa. Se poi persiste nella sua risoluzione consideri ella le sue convenienze, e poi si vaglia pure di me in quanto potrò conferire alla perfezione della sua edizione:#5 la quale effettuata, se vorrà onorarmi d’alcun esemplare, sarà suo dono gratuito, e perciò avrei rossore di prescriverne il numero. E prontissimo ad ogni suo comando mi sottoscrivo


Vienna 18 aprile 1733.

 

Leopoldo Trapassi verrà incaricato da Metastasio di riunire i drammi editi fino a quel momento e trasmetterli al Bettinelli.
In tutto il carteggio con Bettinelli, Metastasio si preoccupa che i singoli drammi editi nelle Opere drammatiche rispettino una precisa seriazione; cfr. per esempio la lettera a Bettinelli del 4 luglio 1733.
Non ho trovato notizia dell’edizione cui fa riferimento Metastasio. Tuttavia i cataloghi segnalano un’edizione, alquanto rara, di Opere drammatiche, oratorj sacri, e poesie liriche del signor abate Pietro Metastasio […] divise in sei volumi, uscita per i tipi di Paolo Baglioni senza indicatori cronologici. Resta da dimostrare che si tratti dell’edizione cui allude Metastasio. Piccolo stampatore veneziano, noto soprattutto per la pubblicazione di periodici (a riguardo cfr. Rudj Gorian, Le gazzette sul conclave (1724-1779). Analisi di una tipologia di periodici veneziani, Venezia, Marcianum Press, 2007, passim), Carlo Buonarrigo aveva dato alle stampe fino ad allora alcuni melodrammi metastasiani rappresentati nei teatri della Serenissima: Catone in Utica (1729); Artaserse (1730); Didone abbandonata (1730); L’Issipile (1732).
Non avendo tra le mani alcuna opera inedita, Metastasio afferma di non poter dissuadere Baglioni e Buonarrigo dal loro progetto editoriale paventando l’uscita di una stampa concorrente più ricca e completa.
Metastasio dichiara nuovamente di voler prestare la propria collaborazione a Bettinelli nel progetto di edizione delle Opere drammatiche; cfr., per esempio, le lettere a Bettinelli del 28 febbraio 1733 e 1º giugno 1733.