Al Signor Giuseppe Bettinelli

 

Mi viene questa mattina notizia di Napoli, che il Ricciardi Stampatore#1 o abbia già terminata, o sia per terminar di breve la ristampa di tutte le mie poesie pubblicate finora, ma che sia così confusa, trascurata, e miserabile che fa rabbia a tutti i molti amici che io ho colà.#2 Scrivo presentemente a diverse persone che pubblichino per Napoli la pulita edizione ch’ella è per dare al pubblico, e se Vostra Signoria mandasse sollecitamente qualche numero colà di frontespizj, non sarebbe che bene.#3 Almeno l’opera inedita in quella stampa non vi sarà,#4 e poi mille altre circostanze spero che renderanno la sua infinitamente superiore. Attendo sue risposte, e me gli offerisco al solito 

Vienna 11 luglio 1733.
 

Di Metastasio lo «stampatore del Real Palazzo» vicereale Francesco Ricciardo aveva stampato, fino a quel momento, gli Orti esperidi (1721) e la Didone abbandonata (1724).
 

Scarse le informazioni presenti su questa edizione napoletana di opere metastasiane; allo stato i cataloghi segnalano soltanto un esemplare del terzo volume, conservato nella Biblioteca comunale di Lequile e S. Francesco, con segnatura BIBL ANT A1 102: Opere drammatiche del Sig. Pietro Metastasio romano. Volume terzo, In Napoli, Presso Francesco Ricciardo, 1735. Interessato quasi esclusivamente alle raccolte complessive dei propri testi, Metastasio non allude alle altre edizioni di singole opere promosse da Ricciardo, non riconoscendo, ancora una volta, uno statuto autoriale alle edizioni dei propri libretti che in tutta la Penisola venivano pubblicati in concomitanza con le rappresentazioni nei teatri pubblici.
 

Consapevole delle dinamiche della concorrenza editoriale, Metastasio sollecita Bettinelli a dare notizia dell’imminente uscita delle Opere drammatiche per arginare o inficiare il progetto di Ricciardo.
 

L’opera inedita riservata dal poeta all’edizione bettinelliana è l’Olimpiade, che verrà rappresentata, con musiche di Caldara, nel Giardino dell’Imperial Favorita il 28 agosto 1733; cfr. anche la lettera a Bettinelli del 1º giugno 1733.