Al Signor Giuseppe Bettinelli

 

Eccole un’altra opera che sarà l’ultima, e con questa chiuderemo il numero delle opere, e comincieremo le altre composizioni.#1 Secondo i miei conti non veggo che possa rimanere materia sufficiente per un altro tomo, a meno ch’ella non volesse, malgrado anche alla mia ripugnanza, stampare anche le cose scritte da me in età troppo inesperta, e perciò riprovate. Si spieghi su questo capitolo, acciò anch’io prenda le mie misure.#2

     Le rendo grazie degli esemplari legati per gli Augustissimi Principi. Farò diligenza per ricuperarli dal carrettiere, e dopo averli veduti, non dubito che avrò nuovo motivo di ringraziarla. Per gli altri che manderà in Roma, le resterò molto tenuto; e mi dispiace che non possa con la medesima facilità favorirmi in quella parte che ha destinata per me in Vienna.#3 Mi comandi, e mi creda sinceramente 

Vienna 7 novembre 1733.

 

 

Potrebbe trattarsi del Demofoonte, rappresentato pochi giorni prima, il 4 novembre, al teatro di Corte di Vienna. Nel secondo volume delle Opere drammatiche è collocato per ultimo tra i libretti (pp. 323-392) e precede le tre feste teatrali (Enea negli Elisi, Contesa de’ Numi, Asilo d’Amore) che chiudono il volume, ricordate da Metastasio nella lettera a Bettinelli del 14 novembre 1733.
 

Al contrario di quanto sperato da Metastasio, Bettinelli includerà nella sue edizione anche testi risalenti al periodo ‘italiano’.
 

Per la richiesta, da parte di Metastasio, di alcuni esemplari del primo volume delle Opere drammatiche cfr. la lettera a Bettinelli del 17 ottobre 1733.