Al Signor Giuseppe Bettinelli

 

Eccole que’ pochi sonetti che con molta pena ho potuto ritrovar nella mia infedelissima memoria: eccole le due promesse canzonette: ed eccole la sua lettera al lettore che dee precedere le poesie da me disapprovate.#1 Se nell’ultimo tomo stamperà il Giustino, la lettera corra come sta. Se poi il tomo venisse troppo voluminoso, e pensasse di tralasciarlo, riformi allora la lettera a tenore dell’avvertimento che includo nell’originale della medesima.#2 Mi comandi, e mi creda costantemente

Vienna 19 decembre 1733.

 

La lettera, scritta da Metastasio e intitolata L’editore a chi legge, è premessa all’Aggiunta nel terzo volume (1733, ma in realtà 1734) delle Opere drammatiche (pp. 239-240). In essa è presente un’interessante notizia sui contenuti delle sillogi di opere metastasiane pubblicate, prima di quella veneziana di Bettinelli, rispettivamente a Roma da Pietro Leoni (cfr. a Bettinelli, 14 giugno 1732) e a Napoli da Francesco Ricciardo (cfr. a Bettinelli, 11 luglio 1733): «Questi componimenti [rifiutati e/o giovanili] sono già di ragione del pubblico, dappoiché nelle edizioni di Roma e di Napoli furono messi alle stampe». Di questa Aggiunta ‘disapprovata’, voluta da Bettinelli, Metastasio parlerà in termini sprezzanti a Ranieri Calzabigi, nella lettera del 20 dicembre 1752, e a Tommaso Filipponi, nelle lettere del 26 luglio 1753 e 9 marzo 1754.
 

Dal momento che Il Giustino verrà stampato, in ultima posizione, nel terzo volume (pp. 449-520), la lettera non verrà ritoccata e conterrà un esplicito riferimento alla tragedia: «[Metastasio] ha gridato sopra tutto contro la tragedia del Giustino da lui scritta in età di 14 anni, trattandola come un parto informe ed immaturo, il quale meritasse (diceva egli) anche meno delle altre cose sue di veder la luce del giorno» (p. 239).